Il vicesindaco di San Michele al Tagliamento-Bibione, Gianni Carrer, alcuni giorni fa ha dichiarato su un articolo della Nuova di Venezia e Mestre: “Diamo lavoro ai venditori abusivi, solo così risolveremo il loro problema ma soprattutto quello delle nostre spiagge”.
Le lamentele dei turisti di Bibione per il disturbo provocato dalla pressante presenza di venditori ambulanti, che impediscono loro di riposare in spiaggia, sono sempre più numerose e sono diventate un problema da risolvere con urgenza.
A Lido di Jesolo hanno pensato di assumere a spese del Comune e dei consorzi arenili degli steward che avranno come primo compito proprio quello di scongiurare la presenza di venditori ambulanti, oltre che ovviamente fornire un servizio di informazione.
A Bibione, si cerca invece il dialogo con gli extracomunitari.
“Li abbiamo fatti entrare, – dichiara Gianni Carrer nell’articolo – ora si deve intervenire prima che sia l’illegalità organizzata a prevalere ed è già sulla buona strada.
L’impegno maggiore dovrà essere delle città balneari, ma ogni comune dell’entroterra ha necessità di manodopera per la manutenzione di strade, pulizia delle piazze, dei cimiteri, dei parchi pubblici, sfalcio di erbe lungo i fossi, perciò ce ne sono di lavori da fare tanto che oltre ai lavoratori socialmente utili, i Comuni devono fare ricorso anche a ditte attrezzate per i vari settori”.
“Dobbiamo renderci conto – continua Carrer – che ogni essere vivente deve mangiare nella maniera con cui riuscirà a procurarsi il cibo, perciò se analizziamo i pro ed i contro, investire in questa proposta potrebbe essere la soluzione all’abusivismo ed al vertiginoso giro d’affari di griffe contraffatte. Se uno ha un lavoro non cede a ricatti né a costrizioni“.
L’idea di Carrer è convocare i venditori abusivi, attraverso manifesti e passa parola ad una riunione nella tenso struttura della Bibione Spiaggia, dove saggiare la loro disponibilità.
“Presenterò la proposta nella riunione del sindaco Pasqualino Codognotto con i presidenti di categoria e le forze dell’ordine. – spiega ancora il Vice Sindaco – C’è inoltre da non sottovalutare il fatto che su oltre seimila posti di lavoro che Bibione crea con la stagione estiva, meno del 50% è coperto da italiani, il resto sono tutti stranieri che percepiscono lo stesso identico stipendio per lavori che i nostri giovani non fanno più“.
Condivido pienamente quanto affermato dal Vice Sindaco che ogni essere umano a diritto a mangiare e vivere in maniera dignitosa, e da ventennale frequentatore di Bibione, posso affermare senza paura di esserre smentito che gli unici venditori ambulanti che arrecano notevole disturbo ai bagnanti son i venditori di noci di cocco. Gridano a dismisura e disturbano veramente. Non va inoltre dimenticato che vendono un prodotto destinato alla alimentazione umana, senza un minimo rispetto di norme igenico sanitarie e quaesto credo sia altrettanto grave del disturbo arrecato. Complimenti Sig. Vice Sindaco un pò di sana solideriatà di questi tempi è merce rara. Con stima Sergio Mattivi
Vergogna!!!!!!!!
finanza in giro per gli stabilimenti per controllare che si facciano scontrini e tutto il giorno “COCCO BELLO” ad urlarmi nelle orecchie VERGOGNA!!!!
L’Idea del vicesindaco e’ ottima ma…. I venditori ambulanti gudagnano dai 3 ai 5.000 euro al mese in piena stagione dalla vendita dei loro articoli,
Quindi non sara’ possibile convincerli ad optare per un lavoro da dipendente sia per una questione economica sia perche’ in genere non sono abituati a dipendere da qualcuno.
Per me e’ solo una perdita di tempo anche se l’idea e’ pregevole, credo di piu’ all’utilizzo degli stewart in spiaggia.
Roberta